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Culotta e Leone a Cefalù – Marcello Panzarella

10.00 8.00

Descrizione

Autore: Marcello Panzarella
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 110
Prezzo: 10,00
ISBN: 978-88-98351-13-8
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno pubblicazione: 2013

 

The work and the overall experience of the architectures realized by the architects Pasquale Culotta and Giuseppe Leone in Cefalu` appear to me, now concluded, in a different light, as the testimony of an unrepeatable time. With nostalgia and even a few regrets for the irrevocability of the past, now I think back of what those architectures were able to induce in their surroundings and what they represented for this city: a great season of growth and – in passing of the years – the construction of a large, choral vitality, a very unique example and a stimulus for the many collaborators and younger friends. I remember, not as an architect but due to being born and raised here, what this small city was at the threshold of the ‘50s; a small extraordinary place which, with regard to the architecture, was as if suspended in a state of enchantment, a mixture of rusticity and natural virginity. It is understood, certainly there was an exceptional fact, that is the Cathedral, however in the historical center, as Carlo Doglio  had observed, the great building of the Osterio Magno had in its time devoured the casuzze [the small …

L’opera e la complessiva testimonianza dell’architettura realizzate dagli architetti Pasquale Culotta e Giuseppe Leone a Cefalu`, mi appaiono, adesso che sono concluse, in una luce diversa, come la testimonianza di un tempo irripetibile. Con nostalgia, e anche un certo rammarico per la irrevocabilita` del passato, ripenso adesso a cio` che quelle architetture furono capaci di indurre al loro intorno, e a cio` che esse hanno rappresentato per questa citta`: una grande stagione di crescita, e – nel volgere degli anni – la costruzione di una grande, corale vitalita`, un esempio davvero unico e uno stimolo per i tanti collaboratori e per i piu` giovani amici. Ricordo, non da architetto, ma per essere nato e cresciuto qui, cio` che questa piccola citta` era sullo scorcio degli anni ’50; un piccolo luogo straordinario che, proprio rispetto all’architettura, si trovava come sospeso in una condizione d’incanto, un misto di rusticita` e di verginita` naturale. C’era, beninteso, un fatto certamente eccezionale, come la … (continua)