Una canzone per Biagio Conte

I poveri sono di tutti. Una canzone per Biagio Conte

Fratel Biagio a Malaga, qui

Fratel Biagio, lettera all’Italia 

Accogliamo gli stranieri che ci chiedono aiuto 

Carissima Italia,

terra di tutti i popoli, nata grazie all’influenza di tante nazioni. Siamo il prezioso frutto di tante civiltà, grazie a questo dono abbiamo beneficiato e arricchito la nostra cultura, arte, costumi, valori e le nostre religioni. Dobbiamo essere prudenti e attenti a non fermare questa preziosa evoluzione dei tempi di ieri e di oggi. Non possiamo chiudere il cuore, cioè le porte, a chi viene nella nostra terra e ci chiede aiuto, a chi cerca la pace, la speranza di una vita migliore, di una terra promessa.

Un appello forte sento di farlo a tutte le Istituzioni e loro sindaci, Regioni e loro presidenti, al Capo dello Stato, al Presidente del Consiglio, al Presidente della Camera e a tutte le altre autorità. Sappiate che un forte grido di disperazione giunge e si alza dalla nostra terra Italia. È il grido dei bambini, delle mamme e dei papà, dei giovani e di tante persone che soffrono, che scappano dalla loro terra perché perseguitati. Sono stati sfruttati, depredati, impoveriti e per questo adesso scappano dalle loro terre. Adesso nel 2019 continuiamo a perseguitarli! È gravissimo, chiudiamo le frontiere mettendo in azione strategie diaboliche, attraverso l’adozione di normative e leggi che nulla hanno a che fare con il rispetto dei fondamentali e inalienabili diritti delle persone. È in atto la disumanizzazione, nostra e dei nostri simili.

Vi prego di non far prevalere questa terribile ingiustizia. L’Italia, l’Europa e il mondo non meritano questa risposta negativa ma rispondiamo alle tante ingiustizie e al dilgare del razzismo con il bene, con le buone leggi, con le buone opere, con la solidarietà.

È urgente che tutti insieme si contribuisca per costruire un mondo migliore.

Ti raccomando Italia di non commettere un altro possibile errore della storia, non possiamo permetterci di togliere la speranza ma è nostro dovere donarla.

                                           Pace e Speranza
Fratel Biagio
piccolo servo inutile”

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I POVERI SONO DI TUTTI. UNA CANZONE PER BIAGIO CONTE, DI BARTOLO GUGLIUZZA, ARIANNA ATTINASI E LEONARDO BRUNO.

Raccolta fondi per la Missione di Speranza e Carità di Palermo
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“Non è semplice per un cantautore unire nel canto parole e musica, soprattutto quando nascono da due persone diverse. Il tutto nasce come un miracolo nelle parole di Bartolo e nella musica di Arianna che, con segni sicuramente ispirati, riescono a cogliere nelle brevi parole di Fratello Biagio il gusto e l’armonia della Carità per i poveri e gli ultimi di questa società”. [Don Pino Vitrano]

Palermo è la città del mondo dove più che altrove il chiaro e l’oscuro si mostrano nei loro effetti crudeli. Biagio Conte è il testimone della luce che stona, detto alla siciliana. Nel senso che abbaglia, paralizza. La chiarezza della sua disarmante rinuncia agli agi della ricchezza è infatti un atto di violenza al quieto vivere della classe media e alle tenebre oscure di un mondo che i capitali governano, abbandonando sul campo non solo tanti imballaggi e rifiuti, ma anche tante persone. E Biagio le abbraccia queste ultime, le stringe, le porta dentro, nella sua Missione di Speranza e Carità, che più che un luogo è uno stato d’animo. Ci inchiniamo a lui ossequiosi, cercando di dare del nostro. [Pietro Attinasi]

La Povertà è quella condizione di stabilità del cuore che consente di accogliere l’altro, le situazioni, gli eventi con gli occhi di meraviglia. [Concetta Spinto]

“Se occorre fai il giro di tutta la terra, non risparmiarti i pericoli e le fatiche per cercare il povero” (Clemente Alessandrino, Quis dives salvetur 32).Chi pensa solo a se stesso trattenendo per sé ogni ricchezza e negandola agli altri, non ha il cuore di Dio, è sterile, non è un tralcio legato alla vite e non può dar frutto. Solo chi sa condividere da povero la povertà, arricchisce il mondo. [Don Calogero Cerami]

È povero chi, sapendo di esserlo, si comporta come se lo fosse, non riconoscendo in chi lo è veramente il valore che non lo rende povero ma ricco per la sua esistenza, la sua testimonianza, la sua bontà e disponibilità per il prossimo. [Peppino Giuseppe Sabatino]

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