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Progetti in una mano – Antonino Margagliotta

10.00 8.00

Descrizione

Titolo: Progetti in una mano
Autore: Antonino Margagliotta
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 112
Prezzo: 10,00
ISBN: 9788898351718
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno pubblicazione: 2014
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“La piccola casa ha rispetto (o timore?) per le cose di natura: «l’herbe est une belle chose – dice Le Corbusier – la forêt aussi. La maison se posera sur l’herbe comme un objet, sans rien déranger» . Tuttavia appartiene anche alla terra, essa stessa pensata come un albero . La casa vive così «con i sassi del campo, in comunione con il fiore che cade e l’erba che secca… Era per me impensabile, o per lo meno intollerabile, – scrive F.L. Wright a proposito del progetto di Taliesin – che potesse essere posta su quell’area amata una casa qualunque. Sapevo bene che nessuna casa dovrebbe mai essere posta su una collina o su qualsiasi luogo. La casa doveva essere della collina. Appartenere ad essa. Collina e casa dovevano vivere assieme, ciascuna più felice grazie all’altra».

La piccola casa ascolta il luogo e, perciò, fa poco rumore: è un objet trouvé nello spazio della natura e non rinuncia a sussurrare le parole dell’architettura. La consistenza e la dimensione strettamente necessaria degli spazi interni sono un invito a stare fuori, a vivere all’aria aperta, a muoversi e a toccare con mano il terreno, l’erba, i fiori, la roccia, le canne, l’acqua, rammemorando a tutti che essa è una porziuncola dentro la grande costruzione che ha per tetto il cielo.

La piccola casa è, quindi, un presidio per vivere a contatto con la natura e, contemporaneamente, un punto fermo nel continuo divenire delle stagioni e nel lento trascolorare del tempo; per chi la progetta e la abita costituisce, anche, uno stimolo per farsi attenti alle cose minute. Del resto il mondo della natura e della campagna hanno da sempre suggerito l’umile realtà e il mistero che celano le piccole cose!

La piccola casa ha una struttura formale di grande semplicità che non intende negare la com- plessità dell’organismo né, tanto meno, semplificare le questioni che il progetto affronta. Il piccolo progetto, semmai, ha la straordinaria complessità che gli deriva dal bisogno di rifuggire il banale e la semplificazione, attraverso una procedura in cui la semplicità non è il punto di partenza ma l’arrivo del percorso. In un mondo divenuto sempre più complicato, che esalta il consumo senza limiti e l’eccesso, la ricerca della semplicità impone al progetto – e alla vita – di scegliere la sobrietà e di rifuggire la ridondanza, di eliminare il superfluo.” [cfr pagg. 11-12]