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La notte del vino amaro – Gianni Virgadaula

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Il mito di Ulisse, con la drammatica variante di una “Penelope” divenuta fedifraga per fame, irrompe immoto nelle fitte pagine di Vino amaro del regista-sceneggiatore-scrittore Gianni Virgadaula, che (forte del suo credo escatologico) immette – nel divenire storico del cruento racconto – un’incessante “presenza” divina, continuamente invocata nell’impari lotta dei protagonisti verso l’impossibile raggiungimento d’un’esistenza finalmente pacificata. Là dèi falsi e bugiardi, qui santi e madonne, consolazione e affanno soprattutto per Assunta, la tragica eroina del romanzo; alma mater brutalizzata da un torvo terzetto di “proci” avviati ad un destino di sangue e resi ancor più spregevoli dall’abuso perpetrato ai danni della vittima, approfittando della sua indigenza e anche in scorno alla passata amicizia con il marito. Moderno rifacimento dell’eterno poema del vate cieco, ambientato a Marebello, un’immaginaria cittadina rivierasca della Sicilia post secondo conflitto mondiale (minutamente descritta, con doviziosi riferimenti storico-geografici, nei capitoli iniziali),Vino amaro spazia – intrigante intreccio cucito con scrittura piana, colloquiale ed essenziale, deprivata di barocchi svolazzi – dalle citazioni alte nella lingua dei nostri padri romani, agli ammiccanti richiami d’una cultura popolare (canzoni, moda, riviste, film…), abbondantemente intromessi come frontiere di snodi storici. Scrittura che nelle locuzioni vernacolari tradisce le origini ragusane dello scrittore, e testimonia una volta di più la grande varietà della “lingua” sicula. [Dall’Introduzione di Franco La Magna]

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Descrizione

Gianni Virgadaula

Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 296
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788889943700
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno pubblicazione: 2011