Teatro Canzone all’Alloro Fest.
Domenica 13 settembre ore 20:45
Giardino dei Giusti, via Alloro 90.
TUTTI UNITI PER LIOLÀ è il titolo di una commedia di Pietro Attinasi, adottata dal CNR – ICAR di Palermo nel Progetto HISTRION, che dovrebbe portare in scena un attore umanoide a recitare e improvvisare proprio come sanno e possono fare gli attori umani.
Liolà, già protagonista nel secolo scorso dell’omonima commedia pirandelliana, è qui immaginato come un odierno modesto cittadino di Agrigento, l’antica democratica Akragas, città della Sicilia e della Magna Grecia, dei cui ricchi abitanti nel V secolo a C. il filosofo Empedocle ivi residente diceva;
«Gli agrigentini vivono nel lusso come se dovessero morire domani, e costruiscono le loro case come se dovessero vivere per sempre.»
La democrazia però, esaltata da Pericle di Atene, contemporaneo di Empedocle, allora come ora, giustificava la schiavitù.
Aspirando alla liberazione da questa sofferenza sociale, LIOLÀ, un carrettiere che oggi non può che trasportare allegri turisti, nel suo ottimismo canzonatorio, racconta di un SOGNO SICILIANO nel quale i suoi amici: Zu Ntoniu (tale Antonio Gramsci), Zu Luigi (tale Luigi Pirandello), Rosa Balistreri e Santa Rosalia, lo aiutano a prefigurare una Società Nuova, con i Robot come MAISTRINU (Mainstream) adibiti a svolgere tutti i lavori pesanti, ripetitivi, usuranti, alienanti.
Di modo che la vita possa così diventare uguale e leggera per tutti i membri dell’umanità, non solo per i benestanti.
E, tanto per fare un esempio, non siano più gli umani operai e impiegati, ma gli umanoidi, che non soffrono il caldo, nè il peso del lavoro, a essere comandati a tirare o spingere il Carro di Santa Rosalia!
Vi aspettiamo all’Alloro Fest di Palermo.
Domenica 13 settembre 2026, Ore 20:45, Giardino dei Giusti, Via Alloro 90
alla prima uscita della commedia, adattata e ridotta in Teatro Canzone.
Per saperne di più:
https://edizioniarianna.it/ahi-a-i-robot-in-scena-quanto-bene-mi-fai/.
Questo il libro da cui è stato tratto il copione della serata, dal quale riportiamo la Prefazione del Prof. Salvatore Gaglio:

La commedia Tutti uniti per Liolà – Sogno Siciliano di Pietro Attinasi è stata scritta per il progetto di ricerca e sperimentazione HISTRION, presentato dall’Istituto del CNR ICAR alla Fondazione Agrigento Capitale della Cultura 2025. La commedia presenta una struttura e un’ambientazione che fanno riferimento al tempo stesso alla tradizione siciliana e a temi universali filosofici e sociali. Temi che vengono affrontati da personaggi diversi tra loro, in una collocazione atemporale che sperimenta un tipo originale di innovazione teatrale. Il nuovo che entra nel teatro è legato a ciò che caratterizza questa nuova era attuale, ovvero l’Intelligenza Artificiale. L’innovazione progettuale sta nel fatto che uno degli attori è un robot dotato di intelligenza artificiale generativa. Il robot conosce la parte, è in grado di interagire con gli altri attori nella scena in tempo reale e può anche improvvisare.
Non è originale l’idea di robot che recitano in un’opera teatrale. Anzi, proprio il termine robot nasce nel contesto del dramma R.U.R. (Rossum’s Universal Robots) dello scrittore cecoslovacco Karel Čapek: questa è forse l’opera teatrale più famosa che tratta di robot. Scritta nel 1920, ha introdotto il termine “robot” nel linguaggio comune. La trama ruota attorno alla produzione di robot artificiali che alla fine si ribellano contro i loro creatori.
Recentemente, il professor Hiroshi Ishiguro dell’Università di Osaka ha presentato delle interessanti sperimentazioni innovative nel campo della robotica applicata alle arti performative. Uno dei progetti più interessanti è il Robot Theater Project, che mira a utilizzare robot come attori in opere teatrali. Un ulteriore esempio significativo è l’opera Scary Beauty, una “android opera” composta da Keiichiro Shibuya, in cui il robot, sviluppato sempre da Ishiguro, ha un ruolo centrale. Questa rappresentazione esplora il futuro della comunicazione umana attraverso l’interazione tra robot e attori umani.Il progetto HISTRION qui presentato esplora un nuovo modo di fare teatro. La sua realizzazione costituirebbe un evento di portata internazionale, anche dal punto di vista scientifico, perché è un esperimento di interazione complessa uomo-macchina, in cui il robot non è telecomandato, né la recita è preregistrata. Esso conosce la parte, ma interagisce spontaneamente con gli attori umani in base a processi di intelligenza artificiale generativa.
A parere della stessa IA (Copilot di Microsoft), un robot dotato di IA generativa che recita come attore in un’opera teatrale offrirebbe diversi valori aggiunti:
Innovazione e Sperimentazione: L’uso di robot in teatro rappresenta un’innovazione che può spingere i confini delle arti performative. Permette di esplorare nuove forme di espressione e narrazione, creando esperienze uniche per il pubblico.
Interazione Uomo-Macchina: La presenza di un robot sul palco può stimolare riflessioni profonde sulla relazione tra uomo e tecnologia. Può sollevare domande filosofiche ed etiche su cosa significhi essere umano e come la tecnologia influenzi la nostra vita quotidiana.
Precisione e Consistenza: I robot possono eseguire movimenti e dialoghi con una precisione e una consistenza difficilmente raggiungibili dagli attori umani. Questo può essere particolarmente utile in scene che richiedono una coordinazione complessa o ripetitiva.
Accessibilità e Inclusività: I robot possono essere programmati per recitare in diverse lingue e adattarsi a vari stili di recitazione, rendendo le rappresentazioni teatrali più accessibili a un pubblico più ampio e diversificato.Queste sperimentazioni teatrali non solo esplorano temi legati alla tecnologia e alla robotica, ma anche questioni filosofiche ed etiche riguardanti la natura dell’umanità e la relazione tra finzione e realtà. La relazione tra uomo e macchina è un passo ulteriore di sperimentazione nel teatro contemporaneo, alla cui nascita ha contribuito significativamente proprio l’agrigentino Luigi Pirandello. Egli, con il suo concetto di “teatro nel teatro”, esprime l’idea che la commedia dovrebbe essere messa in scena e letta direttamente dagli spettatori. Nei Sei personaggi in cerca d’autore, i personaggi stessi discutono della loro esistenza e della necessità di essere rappresentati sul palcoscenico per essere compresi, ma non si riconoscono nella trasposizione effettuata dagli attori umani, perché questi non sono loro stessi, non hanno la loro stessa “espressione”. Uno dei personaggi manifesta il suo disappunto e la sua frustrazione nel vedere l’attrice che deve interpretare il suo ruolo ed esclama “io, quella lì?”. Questo momento drammatico sottolinea il tema pirandelliano della distanza tra realtà e rappresentazione, un concetto chiave dell’opera.
Ma un robot che recita è un attore che interpreta se stesso. È una macchina fatta di hardware e software, e quindi completamente replicabile. Alan Turing, nel suo famoso test o gioco dell’imitazione, ci insegna che un automa ci può ingannare simulando aspetti umani, come anche sentimenti e passioni. Per un robot realtà e finzione sono la stessa cosa.* Prof. Salvatore Gaglio
Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Ingegneria ICAR-CNR
Viale delle Scienze Ed. 6
90128 Palermo
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