A Messina profili di Siciliani testimoni di libertà dal fascismo

Il libro di Guido Lorenzetti alla libreria Feltrinelli

Sabato 4 marzo alle ore 18:00
Messina, Via Ghibellina 32
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Presentazione a cura di ANPI – Sezione comunale Aldo Natoli;
CGIL – Messina; ANED – IT Milano; ANPI – Comitato Provinciale di Messina – Mimmo Trapani.

Relaziona e dialoga con l’autore lo storico Giuseppe Restifo.

Altri siciliani testimoni di libertà è il secondo libro che Guido Lorenzetti dedica al recupero della memoria dei deportati siciliani nei campi di stermino nazisti.

Siciliani testimoni di libertà, emigrati al Nord e trucidati non solo in quanto ebrei, ma anche in tantissimi casi, in quanto italiani che non si sottoposero all’ubbidienza al regime fascista.

“A Gusen, come a Mauthausen, gli italiani erano bersagliati da tutti. Ma che colpa ha un popolo se è stato trascinato, contro la sua volontà?”. Domenico Aronica sintetizza così il dramma dei deportati italiani, invisi alle SS, ai kapos e a tutti gli altri detenuti per colpa delle guerre del fascismo.

Il giovanissimo professore Giovanni Barbera, detenuto nel lager di Fossoli, va incontro alla morte con tranquillo stoicismo. L’amico Enea Fergnani, che è con lui al momento del tragico appello dei morituri del Cibeno, ricorda: “Giovanni, coraggio”. Egli risponde con un monosillabo che è la più concisa espressione del suo consenso e della sua promessa: “Sì”.

La dignità dell’alcamese Giuseppe De Blasi, picchiato a sangue in lager: “Volevano piegarmi, ma questi bastardi tedeschi non ci sono riusciti”. La dignità che non hanno mostrato i vertici dello Stato italiano, in fuga ignominiosa dopo l’8 settembre 1943, lasciando i soldati in balìa del nemico nazista.

Questa dignità è mancata anche ai fascisti della Repubblica sociale, umili servi dei nazi- sti e prepotenti con i civili. Il giovane carabiniere di Giarre Antonino Garufi se ne accorge subito: “Sono spavaldi, ma servitori dei tedeschi”.

Rosario Militello appena arrivato a Mauthausen: “Quello che abbiamo visto al nostro arrivo è qualcosa che non si può dimenticare, quando ci ripenso o ne parlo, mi commuovo sempre”.

Giovanni Greco racconta “Gli orrori del campo di Dora-Nordhausen”: “Le persone morivano giornalmente di fame, a bastonate o impiccate… Nel campo Dora quelle poche centinaia di sopravvissuti erano al di sotto dei 35 anni, poiché i più anziani erano già morti da tempo!”. Ma il responsabile di tutto, lo Sturmbannführer – SS Wernher von Braun, è stato liberato e “assunto” dagli americani perché continuasse a progettare strumenti di morte.

Il ricordo di Alberto Todros dopo il suo arrivo a Mauthausen: “Siamo diventati delle bestie, non siamo più uomini”. Ma le vere bestie erano i loro aguzzini.

Scrive Pietro Nenni nel suo diario “Tempi di guerra fredda”: “Fra gli arrestati c’erano Recalcati, Lorenzetti e Valcarenghi, cioè i migliori”.

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Guido Lorenzetti, autore dei libri Siciliani testimoni di libertà. Dodici storie di deportati nei lager nazisti e Altri siciliani testimoni di libertà. Altre storie di deportati nei lager nazisti, è nato a Milano nel 1938. È laureato in Scienze Politiche con tesi in Storia Contemporanea. È figlio di Andrea Lorenzetti, vicesegretario del Partito Socialista clandestino durante la Resistenza, che fu arrestato per la sua attività antifascista nel marzo 1944 e deportato a Mauthausen, dove morì.
Il figlio ha pubblicato nel 2014 i testi delle lettere del padre, uscite clandestinamente dal carcere di San Vittore e dal campo di Fossoli (Modena) e inviate alla famiglia e ai compagni.
Guido è vicepresidente della Sezione di Milano dell’ANED, Associazione Nazionale exDeportati nei Campi nazisti e consigliere d’amministrazione della Fondazione Memoria della Deportazione.
Scrive per la rivista dell’ANED ‘Triangolo Rosso’ articoli e monografie di carattere storico sulla seconda guerra mondiale e la Deportazione. Svolge attività di divulgazione nell’ambito di eventi culturali e presso le scuole, anche in Sicilia, raccontando agli studenti le vicende della Resistenza e dell’occupazione nazista.

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