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Le sette innocenti frodi capitali della politica economica – Warren Mosler

14.90 14.00

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Descrizione

Titolo: Le sette innocenti frodi capitali della politica economica
Autore: 
Warren Mosler
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 184
Prezzo: 14,90
ISBN: 978-88-89943-93-9
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno pubblicazione: 2012
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UN LIBRO SULLA SOVRANITA’ MONETARIA
In questo libro l’autore smentisce 7 bugie professate dal neoliberismo contemporaneo e dimostra che

  1. Il governo non ha bisogno delle tasse dei cittadini per effettuare tutte le spese di cui ha bisogno a favore dei cittadini. Non ha bisogno nemmeno di ricorrere a prestiti. Può emettere tutta la moneta necessaria per la sua spesa pubblica, con un semplice click sul computer della Banca centrale;
  2. il deficit del governo per la spesa pubblica comporta la felicità dei cittadini ed è un fatto positivo, nessun debito viene lasciato ai nostri figli;
  3. il deficit di bilancio del governo non porta via i nostri risparmi;
  4. la Previdenza Sociale è infinita;
  5. il deficit della bilancia commerciale non porta via lavoro e produzione;
  6. non c’è nessun bisogno di risparmi per procurare fondi per gli investimenti;
  7. lo stato prima spende e poi incassa e non è pertanto un male che deficit più alti possano comportare tasse più alte domani.

Ciò grazie al fatto che i titoli di Stato avevano senso con il gold standard, perchè servivano ad evitare che la gente incassasse direttamente l’oro. Adesso sono, a tutti gli effetti, non necessari.

IL DEBITO È UNA RICCHEZZA
“… l’Italia, come ogni Paese aderente all’euro, ha ceduto la sovranità monetaria e quindi non ha più la possibilità di “produrre” denaro, cioè di stamparlo: questa facoltà è interamente nelle mani della Banca centrale europea (che appartiene a banche private). Per spendere, quindi, i Governi dei Paesi aderenti all’euro sono costretti a contrarre prestiti con la Banca europea ad un certo tasso di interesse e, quindi, il denaro da restituire è superiore a quello presta-to. Ma come ogni Stato ottiene quella differenza che deve restituire alla Banca centrale? Secondo Mosler, quella differenza è, appunto, una sottrazione, cioè denaro sottratto alla ricchezza ed ai servizi dei cittadini e delle imprese, che si impoveriscono sempre più perché quel denaro preso in prestito deve essere restituito con un interesse al quale le banche non intendono rinunciare perché è il loro business. In altre parole, con l’euro ogni debito è un costo per la collettività, mentre se lo Stato “stampa” denaro lo stesso debito è, al contrario, una ricchezza. Il debito una ricchezza? In che senso? Per Mosler il debito è una ricchezza perché lo Stato può stampare denaro: il vero obiettivo da raggiungere non è far tornare i conti dello Stato, ma la piena occupazione, che ha a che fare con il benessere dei cittadini e delle imprese. In altre parole: chi se ne importa se il debito è grande o piccolo, tanto quel denaro non deve essere restituito! In questa ipotesi la Banca d’Italia, che ritornerebbe interamente nelle mani dello Stato, è libera di coniare la lira a suo piacimento e potrebbe aumentare il debito al fine di creare posti di lavoro, senza chiedere denaro in prestito. E i redditi prodotti dal nulla tornerebbero nelle casse dello Stato attraverso le tasse ma, soprattutto attraverso il rilancio dell’economia, che può ripartire grazie alla massiccia opera di creazione di posti di lavoro: più posti di lavoro vuol dire più redditi, il che significa più soldi da spendere senza debiti per i cittadini, consumi interni che decollano e solo un debito fittizio per lo Stato. Infatti, secondo Mosler, il denaro non è altro che carta straccia o, ancor meno, un numero in un conto corrente di una Banca.”

[Tomas Carini, Democrazia a Km 0]