Altre storie di Deportati siciliani nei lager nazisti

In distribuzione il secondo libro di Guido Lorenzetti, Vice Presidente della sezione di Milano dell’ANED, Associazione Nazionale exDeportati nei Campi nazisti, dedicato agli eroi siciliani:

Altri siciliani testimoni di libertà.

Il libro gode della pregevole prefazione di Daniela Di Francesca, Presidente ANED Sicilia, che integralmente anticipiamo:



Il giorno 24 aprile 2025 è una data importante per noi familiari di deportati siciliani perché segna una tappa fondamentale di un percorso di memoria iniziato molto tempo fa e culminato nella fondazione di una sezione locale dell’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, denominata ANED Sicilia.
Si tratta di un punto di arrivo ma, nello stesso tempo, di un nuovo inizio, entrambi parte di un cammino in cui l’apporto e l’impulso dati da Guido Lorenzetti sono stati determinanti.
917 risultano essere, allo stato attuale, i siciliani che, per vari motivi, furono deportati nei campi.
Denominatore comune, l’essere stati arrestati per lo più al nord, dove si erano trasferiti per motivi professionali o politici e ideologici o, come nel caso degli IMI (Internati Militari Italiani), oltre che in Italia anche nei paesi balcanici e in Grecia, dove migliaia di loro furono catturati per essersi rifiutati di collaborare con la Germania.
L’Operazione Husky e la conseguente liberazione della Sicilia avevano prodotto una profonda frattura tra le regioni del nord d’Italia, sempre più preda di continui rastrellamenti e arresti da parte dei nazi-fascisti, e quelle del sud che si ritrovarono improvvisamente a fare i conti con i problemi del dopoguerra.
Questa spaccatura incolmabile determinò l’impossibilità, da parte dei siciliani rimasti intrappolati nelle regioni del nord, di valicare la linea Gustav prima e quella Gotica poi e di poter rientrare a casa, ma soprattutto li costrinse a effettuare delle scelte drastiche.
Se da un lato gli antifascisti convinti non esitarono a prendere posizione e, nel caso di molti tra i militari, di rifiutare di far parte della Repubblica di Salò, dall’altro gli indecisi si trovarono improvvisamente costretti a scegliere da che parte stare. Molti chinarono la testa, altri decisero finalmente di opporsi a quel regime violento e spietato e parteciparono a scioperi e alla lotta partigiana clandestina, dando inizio a una vera e propria guerra civile che si protrasse fino alla Liberazione, celebrata il 25 aprile di ogni anno.
Questa ampia divergenza tra le due parti d’Italia si è poi rispecchi ta nel mondo dell’associazionismo post bellico. La sanguinosa Resistenza messa in atto nel settentrione dagli oppositori politici – ma anche da semplici cittadini che rifiutavano le leggi razziali – e la privazione dei più elementari diritti, determinarono il formarsi di una coscienza civile molto netta che sfociò poi naturalmente nella costituzione di associazioni di ex combattenti per la libertà e di partigiani come l’ANPI o l’ANPPIA e di vittime dei campi nazisti come l’ANED, l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti.
I deportati siciliani che poi rientrarono a casa si ritrovarono invece spesso isolati e privati della possibilità di associarsi, in una terra dove le loro storie erano spesso considerate anche dai familiari frutto di un’immaginazione particolarmente accesa, con la conseguente tendenza a nascondere e insabbiare tutto.
Alcuni sopravvissuti iniziarono a raccontare presto quanto vissuto nei lager e a offrire la propria testimonianza attraverso scritti, libri di memorie, interviste. Altri, scoraggiati anche dall’altrui indifferenza o incredulità se non, addirittura, dallo stigma della società, si rinchiusero nel silenzio più totale nel tentativo disperato di dimenticare le proprie drammatiche esperienze e di cominciare a scrivere una nuova pagina della propria vita.
Solo recentemente, a seguito della loro scomparsa, diversi familiari, sulla scorta di qualche breve e fugace racconto, di qualche frase appena accennata, si sono adoperati per rispolverare vecchie carte che a quelle esperienze si riferivano, nel tentativo di ricostruire le loro storie di deportazione, e consegnarne la memoria viva alla collettività come monito per il futuro.
L’autore di questo libro ha avuto il grande merito di portare avanti con rara tenacia e determinazione il suo progetto di riunire in due raccolte diverse queste storie, facendo compiere a noi familiari di deportati un ulteriore passo avanti, quello di stabilire una rete di collegamenti, inizialmente con la sezione ANED di Milano di cui lui è vicepresidente, e, successivamente, tra di loro, fino alla costituzione di una vera e propria sezione con sede a Palermo.
Con mano gentile ma sicura, ci ha condotti all’interno dell’ANED, l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, coinvolgendoci in varie iniziative, quali i tanti incontri rivolti agli studenti di ogni ordine e grado presso diverse scuole siciliane e le presentazioni dei suoi libri sui grandi temi della II Guerra Mondiale, sul nazi-fascismo e sulla deportazione nei lager.
Determinante nel nostro cammino verso la fondazione della nostra sezione siciliana, per qualcuno di noi, è stato l’essere stati accolti, su suo invito, presso la Casa della Memoria di Milano, in occasione di incontri di memoria familiare con altri parenti di deportati, provenienti da varie regioni italiane.
Qui abbiamo avuto modo (io personalmente nel febbraio 2023) di far conoscere in modo più approfondito, a livello non solo locale ma anche nazionale, le storie dei nostri cari deportati nei campi di concentramento o di sterminio, dove alcuni di loro hanno trovato la morte fisica, altri, i sopravvissuti, la morte dell’anima.
Per dovere morale ma anche per una personale esigenza di ricostruire i fatti per cercare la verità e restituirne la memoria alla collettività, ricollegandola alla grande Storia, molti di noi, individualmente, avevano già intrapreso la strada della ricerca.
In questo percorso di memoria qualsiasi indizio poteva rivelarsi utile. Nel caso della storia della mia prozia, la prof.ssa Maria Di Gesù, tutti i ricordi vividi o sbiaditi, integri o sbrecciati che sono riemersi nella mia mente (come la vista del numero di matricola che portava tatuato sull’avambraccio sinistro), si sono incastrati perfettamente con i dati ritrovati non solo su alcuni importanti documenti relativi alla sua deportazione ad Auschwitz e a Ravensbrück, ma anche su fotografie e cartoline, trovando ulteriore conferma nelle testimonianze di persone che ebbero modo di conoscerla personalmente.
Grazie a Guido Lorenzetti e all’ANED di Milano, diversi familiari di deportati siciliani hanno quindi trovato il modo di conoscersi e di associarsi nella sezione siciliana di ANED con sede a Palermo.
Così come nel I volume sui deportati siciliani (12 in tutto), anche nel II il nostro ha voluto raccogliere sul campo quelle storie, tanto amorevolmente e pazientemente ricostruite dai familiari, inquadrandole nel loro contesto storico-geografico e fornite di dati incontrovertibili.
L’elemento che rende però speciali le due raccolte è la partecipazione empatica dell’autore che ci restituisce delle figure spesso eroiche di donne e di uomini che misero a repentaglio o sacrificarono la propria vita in nome di un’idea o per proteggere o salvare le vite di altri.
Entrando in amichevole relazione con i familiari, il nostro ha saputo raccogliere racconti e aneddoti, cogliendo le caratteristiche del carattere di ogni deportata o deportato e tratteggiandone, con estrema delicatezza, un’immagine vivida e credibile dal punto di vista umano.
La seconda raccolta pubblicata da Guido Lorenzetti – così come la prima- risponde dunque perfettamente allo scopo precipuo della
nostra associazione, quello di divulgare, soprattutto presso le nostre scuole e le nuove generazioni, la memoria della deportazione, raccogliendo il testimone direttamente dalle mani di coloro che hanno conosciuto sulla propria pelle la realtà concentrazionaria, per poi restare isolati in una società che tendeva a non prenderli sul serio o a metterli a tacere.
Riteniamo che queste storie, tanto a lungo dimenticate sotto una coltre spessa di polvere, costituiscano un patrimonio ineguagliabile di valori che non possono e non devono andare dispersi.
Rimaste tanto a lungo ‘sospese’, esse hanno trovato la loro giusta collocazione nelle due raccolte di Guido Lorenzetti e aprono la strada verso nuove scoperte, incoraggiando altri familiari ad aggiungere i propri tasselli ad un mosaico di cui a poco a poco, col contributo di tanti, e grazie al sostegno loro offerto dalla sezione ANED SICILIA, potrà finalmente delinearsi il disegno definitivo.

Daniela Di Francesca, Presidente ANED Sicilia

Vedi QUI il primo libro di Lorenzetti sui deportati siciliani nei lager nazisti.

Altri libri sul tema: Se tutti vanno via, di Giuseppe Vetri;
Viva l’Italia libera, di Giuseppe Vetri;
I terribili anni del nazismo, di Leone Zingales.

Buona lettura!

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