Il Duomo di Petralia Sottana

Il nuovo libro di Peppino Bongiorno
alla Sala Conferenza della Bcc Madonie.

Sabato 9 maggio 2026 h 17:30
Corso Paolo Agliata 147
Petralia Sottana

Introduce e coordina l’incontro la prof.ssa Lucia Macaluso.

Relatori e interventi:
Pietro Polito, sindaco del Comune;
Leonardo Gennaro, Presidente BCC Madonie;
Salvatore Anselmo, Storico dell’arte UNIPA;
Arianna Attinasi, Edizioni Arianna;
l’Autore Peppino Buongiorno.


A diciannove anni dalla pubblicazione di Storia di una fabrica, potrebbe sembrare strano un volume che racconti le vicende che hanno interessato la Chiesa Madre, scritto dallo stesso autore.
Perché riproporre una storia già ampiamente trattata e che a suo tempo ha suscitato un discreto interesse?
Anch’io, pur riconoscendo i limiti insiti in ogni ricerca, ero convinto che l’argomento fosse stato svolto a sufficienza, finché una rilettura del testo non mi ha indotto a delle riflessioni sui contenuti e sul metodo adottato in quella prima fatica.
Nel timore di cadere, anche involontariamente, in fantasiose ricostruzioni di fatti, collaborato dall’amico e collega Luciano Mascellino, mi ero limitato alla semplice trascrizione di quanto era emerso dai volumi dell’Archivio Parrocchiale.
Lettura tanto oggettiva e critica quanto rigorosamente trattenuta da elucubrazioni fantasticate, scriveva mons. Crispino Valenziano nella prefazione, documentazione, dunque, di prima mano, attinta e non surrettizia, in contesto e no di estrapolazione.
Il metodo prefissato è stato quindi rispettato mediante un’esposizione immune da fantasie; la narrazione, però, appesantita da continui rimandi alle fonti, è risultata poco scorrevole. Ciò spiega perchè, escluso il valore prettamente documentale dell’opera, la stessa abbia raggiunto lo scopo iniziale del progetto, la conoscenza delle vicende della Chiesa Madre, solo in una ristretta fascia di lettori, gli studiosi del ramo. Citazioni del volume si trovano, infatti, in successive pubblicazioni.
Va aggiunto che le vicende raccontate, frutto della lettura e trascrizione di volumi di semplice contabilità, alcuni dei quali in uno stato di estremo degrado, sono risultate a tratti lacunose, anche se, considerate le tante nuove conoscenze scaturite da quel lavoro, in un primo tempo mi era sembrato di toccare il cielo con le mani.

Ho quindi voluto riproporre la storia della nostra chiesa in forma scorrevole, ma sempre nel rispetto dei documenti, utilizzando un linguaggio più da racconto che da trattato, evitando il più possibile rimandi alle fonti e inserendo a piè di pagina delle note esplicative di termini usati nei documenti, non da tutti comprensibili. Spero con questo di aver fatto cosa utile e gradita.
L’attenta rilettura della prima fatica e una nuova meticolosa consultazione delle fonti, seguite da lunga riflessione, hanno inoltre permesso di fornire una spiegazione di avvenimenti poco chiari della prima stesura, utilizzando a tal fine anche alcuni preziosi contributi graziosamente forniti da altri studiosi, a conferma che, come scrivevo nell’introduzione a Storia di una fabrica, la parola definitiva sull’evoluzione della Matrice non è stata ancora scritta e che ulteriori apporti dovranno ancora arricchire la storia di questo patrimonio comune.
Mi sono mancate in questo secondo lavoro le lunghe e animate discussioni con l’amico Luciano, a volte trasformatesi quasi in alterchi, ma sempre motivo di stimolo per un’attenta lettura delle fonti, lontana da libere interpretazioni. A tal proposito, un particolare impegno mi ha richiesto proprio la confutazione delle fantastiche ricostruzioni di eventi riguardanti le chiese di Petralia, nate in un passato non molto lontano, alle quali è stato dato credito e che purtroppo sono ancora tramandate.
La BCC Madonie, come in passato la BCC San Giuseppe per Storia di una fabrica, ha finanziato la stampa del volume e ad essa va la mia riconoscenza.
Rivolgo un affettuoso pensiero anche all’amico Mario Dino per gli sti moli e la collaborazione e ad Annie Cécile Pinello, dispensatrice di preziosi consigli, non dimenticando infine Don Giuseppe Murè, arciprete parroco di Petralia Sottana, per la sua disponibilità.
L’Autore

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