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Il sentimento cosmico religioso di Albert Einstein

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Il sentimento cosmico religioso di Albert Einstein.Con riferimenti al naturalismo cosmico di Carlo Rovelli

“Il teologo della teologia rivelata, Joseph Ratzinger, vede il Logos manifestarsi ed identificarsi con il Cristo storico; il teologo della teologia razionale, Albert Einstein, contempla il Logos rivelarsi ed identificarsi con lo splendore rivelato dall’ordine mirabile dell’universo”.

Leggendo questo libro a un certo punto si incontreranno queste parole che, meglio di qualsiasi altro possibile commento, sembrano esprimerne il significato più profondo: la ricerca di come superare il dissidio fede-ragione nella convivenza pacifica tra due modi di intendere Dio: Persona o Universo.
Un tale compito potrebbe sembrare fuori luogo, per non dire improprio, o addirittura inutile, non emergente, non prioritario, e dunque irrazionale, in una società come quella contemporanea quasi esclusivamente mossa dall’utilità economico-finanziaria. Tanto più che i veri pericoli per la sopravvivenza dell’umanità sembrano provenire dal campo dell’integralismo religioso. Né ci sono al momento “atei” che in nome dell’ateismo fanno la guerra santa contro i credenti! Ma la meraviglia suscitata nell’uomo e nella donna, nella loro conna- turata libertà di vedere, ascoltare, sentire, toccare, gustare la bellezza della terra e del cielo non si può mai fermare, e di fronte all’Univer- so la specie umana non può fare a meno di ricercarne la verità, ricor- rendo al mito, o alla poesia, alla religione, o all’eterna indagine filosofica (comprendeva la filosofia tutte le scienze fino a due secoli fa!).
Antonino Serina, antropologo e studioso di filosofia della religione, si inserisce nel dibattito epistemologico dedicato, con molta competenza, effettuando una compiuta analisi e un efficace confronto diacronico e sincronico tra le varie posizioni delle correnti di pensiero e autori antichi, moderni e contemporanei sul problema dell’essenza della religiosità nel senso più ampio ed oggi accettabile.
C’è Einstein in questo libro che nella famosa formula fisico-matematica dell’E=mc2 racchiude e espiega l’unica realtà cosmica, la totalità universale, corrispondente all’identità della sostanza divina e naturale di Spinoza: “l’unicità della sostanza che si manifesta in un solo e medesimo ordine, che comprende insieme, nella medesima connessione, razionalità e materialità in un unico mondo che è l’unità universale di tutto ciò che è di Einstein”, come scrive il Nostro.
C’è il bosone di Higgs, la particella “dannata” convertita in “particella di Dio”; c’è l’annuncio dell’11 febbraio scorso della scoperta delle “onde gravitazionali” e delle “oscillazioni nello spazio”, previste un secolo fa nel novembre 1915 da Albert Einstein nell’ambito della sua Teoria della Relatività Generale.

Ci sono Giordano Bruno, oltre a Spinoza, Schelling, Shopenhauer, Hegel e gli Stoici la cui fisica “comprende i principi generali della realtà, si trasforma in teologia, intesa quale massima espressione della razionalità della realtà, in quanto la realtà, come corporeità viene permeata dalla dinamicità che per sua natura è vitalità divina, o sostanza-energia”.
C’è Eraclito: “Tutto è nell’uno e l’uno è nel tutto” e Platone: “tutto armonicamente unito”.

Niente di nuovo sotto il sole, si potrebbe dire con quanti sostengono, non a torto, che la filosofia occidentale dalla Grecia classica in poi non è altro che ermeneutica del già detto, quel che anche Serina sostanzialmente conferma, quando dice: “In questi ultimi termini di ‘Natura Intera’ si trova l’immagine dell’unità universale di Einstein corrispondente alla visione di Platone: il mondo è il Dio generato (Tim… 34 b) oppure a quella di Aristotele: il divino abbraccia l’intera natura (Met. XII, 8, 1074b 2) e, per finire, a quella di Diogene Laerzio per il quale “L’intero mondo è vivente, il mondo è la sostanza di Dio (…). Credo fermamente, come è stato proposto da alcuni, che la meta sica di Spinoza costituisca il fondamento della sica di Einstein, vale a dire, della visione unitaria cosmica, Dio-Na- tura, della formula E=mc2 e della costante cosmologica. Da quel mondo del Dio personale, egli è uscito per sempre già a 12 anni, per entrare de – nitivamente, senza rimpianti, in questo mondo sico e reale”.
Ma Einstein non abbraccia l’ateismo, continua ad essere religioso in un altro senso, come egli stesso riferisce: “Nel rispetto di questa forza che supera il limite della nostra comprensione consiste la mia religione, in questo senso, praticamente, io sono religioso”.
C’è, e non poteva mancare nella sintesi religiosa e scientifica del pensiero di Einstein, il filosofo matematico A. N. Witehead, uno dei primi interpreti della teoria della relatività, per il quale la realtà è un processo di eventi in reciproca relazione e Dio è la relazione progressiva di tutti gli eventi.

C’è il naturalismo del grande fisico veronese Carlo Rovelli che ci conferma oggi che noi e le cose che ci circondano siamo della stessa e unica realtà. Non due mondi, come una noce spaccata in due, ma un unico mondo: una vasta cattedrale di atomi. Egli “identifica la causalità con la globalità gravitazionale”, e se non c’è posto dunque per Dio e per le favole che parlano di lui, Rovelli rimane incantato dalla sacralità dell’universo. Anzi, tale è la ricchezza della sua spiritualità naturalista e laica da essere qualificato paradossalmente da Serina: “Ateo, in odore di santità”.

Oggi sono tre le religioni che rappresentano nel mondo il Dio Persona, l’”assoluto della fede”: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islamismo.
Esse corrono di frequente il rischio di essere strumentalizzate da nascosti e incoffessabili motivi di carattere economico e sociale che ne fanno armi ideologiche per guerre di sopraffazione e di sfruttamento.
Così facendo va da sé che, in quanto religioni, si snaturano rispetto alla sincera funzione di legame personale umano-divino maturato nella percezione di quell’al di là suggerito dalla meraviglia e dalla contemplazione della bellezza del mondo. L’alternativa, anche a volere non considerare il suddetto rischio, sta in quell’altro essere religioso suggerito dall’inafferrabilità scientifica del Tutto, secondo la lezione di Einstein che esclude la personalità in Dio.

Con chi sta Serina?

Lo scoprirà il lettore, dopo essersi magari accorto che l’autore non ha scritto il libro per suscitare guerre di religione, ma per celebrare l’intelligenza e la bontà della natura umana, all’insegna del motto di Einstein “Sottile è il Signore ma non malizioso”.
Intelligenza che solo l’amore per il sapere, la “filo-sophia” è in grado laicamente e modestamente di coltivare, potendosi considerare felici quegli uomini che riescono a sentirsi a proprio agio nel far convivere scienza, religione e poesia.

Pietro Attinasi

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Descrizione

Titolo: Il sentimento cosmico religioso di Albert Einstein.
Autore: Antonino Serina
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 252
Prezzo: 22,00
ISBN: 978-88-98351-91-6
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno pubblicazione: 2016

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