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Niusia

12.50 10.00

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Descrizione

Titolo: Niusia
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 256
Prezzo: 12,50
ISBN: 978-88-89943-79-3
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo
Anno publicazione: 2012
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“Niusia è una narrazione di Ignazio Apolloni pubblicata per la prima volta nel 1976 in seno all’Antigruppo palermitano, poi ripubblicata nel 2012 per le Edizioni Arianna. Niusia è quel procedere nelle parole che erose erodono la narrazione stessa. Il percorso letterario messo in atto da Apolloni scopre una dimensione labirintica apparentata con l’imperversare letterario di Raymond Queneau, ma che ha linfa nell’invecchiare continuo del tempo, nella morte dell’istante che subito si ripresenta e continua a procedere. Lo spaccato narrativo di Niusia parte come inglobato nell’immaginario letterario siciliano, l’autore è – infatti – siciliano, senza connaturarsi alla dimensione insulare, ma intrecciando la propria vocazione alla parola con connessioni metaforiche, metonimiche, ne esce differente, senza relaionarsi con i secoli, anzi millenni, di tradizione letteraria che pongono la Sicilia in una posizione di estrema rilevanza nazionale e internazionale. Caratteristica principale dell’opera è in quella successione continua di significazioni che tradiscono o mettono in discussione la costruzione precedente, ben oltre la condizione di contiguità espressa nella forma di una metonimia, l’autore siciliano arricchisce la costruzione letteraria attraverso questo procedimento che di continuo accumula elementi, forme, dimensioni e figure del narrare, che subito sottrae nell’indeterminato di ogni nuovo rigo, di ogni nuova parola, abbandonando il lettore ad uno spaesamento soltanto apparente. Tale spaesamento risulta svanire in questo gioco ad incastro in cui ogni nuova parola destituisce la precedente, in cui ogni nuova figura retorica utilizzata entra in conflitto con l’altra radicando la narrazione in quel lasso di tempo, infinito seppur morto, che determina incontri e contrasti fra culture e radici diverse, sovrapposte e interfacciate secondo stratificazioni multietniche globalizzate, rintracciabili nella frenesia narrativa dalla quale scaturisce l’impossibilità d’accedere realmente all’una o all’altra realtà. La narrazione come lo scorrere dei personaggi, dei nodi, degli intrecci, svanisce mentre ogni nuova parola erode la precedente segnando il tempo letterario come il kronos deleuziano muore per durare all’infinito. Paradossalmente la narrazione si svela nel suo dissolversi, nel suo continuo mettersi in discussione.” Caratteristica principale dell’opera è in quella successione continua di significazioni che tradiscono o mettono in discussione la
costruzione precedente, ben oltre la condizione di contiguità espressa nella forma di una metonimia, l’autore siciliano arricchisce la costruzione letteraria attraverso questo procedimento che di continuo accumula elementi, forme, dimensioni e figure del narrare, che subito sottrae nell’indeterminato di ogni nuovo rigo, di ogni nuova parola, abbandonando il lettore ad uno spaesamento soltanto apparente. Tale spaesamento risulta svanire in questo gioco ad incastro in cui ogni nuova parola destituisce la precedente, in cui ogni nuova figura retorica utilizzata entra in conflitto con l’altra radicando la narrazione in quel lasso di tempo, infinito seppur morto, che determina incontri e contrasti fra culture e radici diverse, sovrapposte e interfacciate secondo
stratificazioni multietniche globalizzate, rintracciabili nella frenesia narrativa dalla quale scaturisce l’impossibilità d’accedere realmente all’una o all’altra realtà. La narrazione come lo scorrere dei personaggi, dei nodi, degli intrecci, svanisce mentre ogni nuova parola erode la precedente segnando il tempo letterario come il kronos deleuziano muore per durare all’infinito.
Paradossalmente la narrazione si svela nel suo dissolversi, nel suo continuo mettersi in discussione.” (Francesco Aprile, RIVISTA DI STUDI ITALIANI, n. 7/2013)