Non un “magliaro” del potere.

20.00

Descrizione

Titolo: Non un “magliaro” del potere. L’epistolario di Vincenzo Carollo
Autore: Giuseppe Spallino
Editore: Edizioni Arianna
Pagine: 252
Prezzo: 20,00
ISBN: 9791280528513
Luogo di pubblicazione: Geraci Siculo

Anno pubblicazione: 2026

Il titolo scelto da Giuseppe Spallino per questo suo saggio, che ricostruisce la vita pubblica di uno dei più importanti uomini politici che la Sicilia abbia espresso nella seconda metà del Novecento, basato sulla ricerca, consultazione, e pubblicazione di una mole impressionante di documenti d’archivio, è tratto dal seguente biglietto di congratulazioni inviato dal protagonista al grande Aldo Moro.
Biglietto risalente esattamente a un anno e sette giorni prima da quel 16 marzo 1978, quando il Presidente della DC veniva rapito, imprigionato, processato, ucciso e rilasciato morto dopo 55 giorni.
Citiamo dalla pag.133:

     “Il 9 marzo 1977 Moro intervenne in Parlamento e come presidente dello scudo crociato si assunse la responsabilità di difendere strenuamente il suo partito con parole diventate celebri:<<Onorevoli colleghi che ci avete preannunciato il processo nelle piazze, vi diciamo che noi non ci faremo processare>>.
Un comportamento e un discorso che, 
evidentemente, colpirono Carollo, tanto che lo stesso giorno gli scrisse:

Caro Presidente,
ne sono stato sempre convinto: oggi Lei me ne ha dato un’ulteriore conferma.
Lei non è e non è mai stato un <<magliaro>> del potere, ma un uomo i cui valori morali e di civiltà s’inseriscono nella storia per difenderne il corso valido da quello degenere.
Con i più affettuosi saluti,
Vincenzo Carollo “

Per il solo interesse di favorire la Sicilia.
Scrive a tale proposito l’autore nella sua introduzione:

La Storia, sosteneva Benedetto Croce, non è giustiziera, non è un tribunale che emette sentenze di assoluzione o di condanna.
Richiamo questo principio per introdurre la figura di Vincenzo Carollo. È stato uno dei maggiori uomini politici della Sicilia nel secondo dopoguerra. A Palazzo dei Normanni ricoprì tutti i ruoli: deputato, presidente del gruppo parlamentare della Democrazia cristiana, assessore e presidente della Regione Siciliana. Da Palazzo Madama uscì come vicepresidente del Direttivo del gruppo Dc del Senato.
Oltre trent’anni di politica attiva in cui intrattenne rapporti e scambi con i maggiori esponenti del mondo politico ed economico: Giuseppe Alessi, Amintore Fanfani, Pietro Nenni, Enrico Mattei, Mario Scelba, Arnaldo Forlani, Emilio Colombo, Benigno Zaccagnini, Aldo Moro, Flaminio Piccoli, Tina Anselmi, Nicola Mancino, Salverino De Vito, Giuseppe Campione, Calogero Mannino, Sergio Mattarella, Rino Nicolosi, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, per citare solo i nomi dei personaggi più in auge della prima Repubblica con cui ebbe contatti durante la sua carriera, iniziata sotto una buona stella, quella del filosofo liberale Benedetto Croce, che appuntò il nome di Vincenzo Carollo quando questi era solo un consigliere comunale di minoranza della sua Castelbuono.
Dall’epistolario con questi politici emerge un uomo scevro dalla logica delle correnti, pur avendo come punto di riferimento il politico nazionale di turno, prima Fanfani, poi Scelba, ma per il solo interesse di favorire la Sicilia. E non mancò di ammirare Moro nel periodo in cui questi stava preparando il terreno per un governo con l’appoggio esterno del Pci, frutto del “compromesso storico” con Enrico Berlinguer.
L’ultimo scambio con Moro avvenne un anno prima dell’agguato di via Fani contro lo statista pugliese e gli uomini della sua scorta da parte delle Brigate rosse. Un tragico evento che cambiò i destini di ognuno, probabilmente anche quello di Carollo, che si stava avvicinando a un altro pensiero. Ma questa è un’altra storia.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 24 × 17 × 1.2 cm