Cristina Antronaco, I volti della distanza. Palermo 15 marzo.

Presentiamo a Palermo il romanzo d’esordiodi Cristina Antronaco ,
I volti della distanza

Palermo
Venerdì 15 marzo 2024
ore 16.00,
Real Fonderia Oretea
Piazzale Fonderia alla Cala.

Interverranno:

Magda Lo Jacono, autrice della prefazione;
Arianna Attinasi, Edizioni Arianna;
Cristina Antronaco, autrice del romanzo.

Letture: Ilenia Sellitto.

Immagine di copertina: Daniela Vancheri.

In questo romanzo: la maternità, l’emigrazione, il ritorno, Palermo,Zurigo, Marsiglia, l’amore, la vita.

<< Una maternità difficile e poi negata diventa così una stanza grigia, senza più colori, slanci, risonante solo del rimbombo del proprio dolore che si identifica unicamente quando riceve l’eco di altre, similari, esperienze, quelle dei genitori “rimasti a braccia vuote e cuore gonfio”. Molto intense sono le pagine che l’autrice dedica a questo stato di sospensione della donna, a un’attesa interrotta che non riesce a tramutarsi in altre attese, speranze, in altra vita.
Questo è un romanzo sul dolore e sulla capacità di restare resilienti di fronte a esso solo dopo averlo attraversato e accolto in tutta la sua destabilizzante essenza. Ma è anche un romanzo sulla distanza, fisica ed emotiva, che spinge a riflettere su quanto sia spesso difficile guardare nella stessa direzione e non perché non la si osservi dallo stesso punto ma semplicemente perché non lo si fa nello stesso modo.
E tuttavia è un romanzo che parla anche di speranza, sussurrandoci con dolce risolutezza che da ogni baratro si può risalire, se ci sarà una luce nel buio a indicare la via che è nostra, se ci sarà anche una sola mano pronta a offrirci l’amore vero, quello incondizionato, se la vita riuscirà ad avere la meglio sulla morte, perché non esiste un destino giusto ma, probabilmente, una giusta scelta e “un varco che traghetta verso un nuovo orizzonte di senso è possibile se lo cerchiamo”. >>

Magda Lo Iacono, prefazione al libro

Bisogna, alle cose, lasciare la propria quieta, indisturbata
evoluzione che viene dal loro interno e che da niente
può essere forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento la gestazione – e poi dare
alla luce …
Maturare come un albero che non forza i suoi succhi
e tranquillo se ne sta nelle tempeste di primavera,
e non teme che non possa arrivare l’estate.
Eccome se arriva! Ma arriva soltanto per chi è paziente
e vive come se davanti avesse l’eternità, spensierato,
tranquillo e aperto…
Bisogna avere pazienza verso le irrisolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse come stanze chiuse
a chiave e come libri che sono scritti in una lingua
che proprio non sappiamo.
Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande, forse, piano piano,
si finisce, senza accorgersene, col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo.

Rainer Maria Rilke, 1903

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