Vincenzo Muscarella al Comune di Cerda con Marietta, il suo terzo romanzo. Sabato 2 marzo 2024

Vincenzo Muscarella presenta a Cerda, il suo comune natìo, il romanzo Marietta.

Sabato 2 marzo 2024 alle ore 16,30
Aula Consiliare, Via Roma 133
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Interverranno e dialogheranno con l’Autore:
on. Salvatore Geraci, sindaco del Comune, deputato all’ARS;
Benedetta Parisi, consigliera comunale;
Ninetta Geraci, già dirigente sindacale C.I.A.;
Franco Li Pomi, già docente, storico, critico letterario;
Nando Cimino, storico di Termini Imerese;
Michele La Tona, già Direttore del teatro Biondo e anfiteatro di Segesta;
Francesco Liberti, detto Don Cicciu Tabaranu, anziano contadino credesse;
Pietro Attinasi, autore della postfazione.

Leggeranno le attrici Liliana Sinagra e Serena Rocchetta.
Con gli intermezzi musicali del cantautore Francesco Giunta.

“Raramente Marietta Gilardo ritardava nella consegna dei lavori fatti durante la settimana, ma quel primo sabato di primavera, malgrado avesse fatto le ore piccole e con tutto l’aiuto della figlia Santina, non era riuscita a rispettare l’impegno della mattina, così nel primo pomeriggio, con il solito voluminoso pacco sotto il braccio, mprimurata, uscì dal portone del building al 174 di Cherry Street.
La strada che percorreva ormai da anni era sempre la stessa: i tratti a piedi di Catherine, Henry e Oliver Street, il tram che dalla Worth saliva per la Broadway sino alla Prince, infine a passo svelto, l’ultimo tratto per raggiungere la Sullivan Street dove aveva la sede la High Fashion For Woman.
Data l’ora con le strade abbastanza libere, Marietta riuscì ad anticipare l’apertura pomeridiana. Più che pa malafiura era preoccupata per le eventuali non puntuali consegne alle clienti particolarmente esigenti della mattina, ma fortunatamente la titolare, anche se accompagnata da un’occhiataccia, l’accolse con un largo sorriso. Del resto conosceva le cuciture, le rifiniture, i chiacchierini, i ricami delicati sui capi che Marietta consegnava e che erano sempre oggetto di una rinnovata meraviglia e di continua soddisfazione.
Come ogni volta, Ms Emily – la titolare – si attardò nel retrobottega a esaminare e a compiacersi dei lavori fatti da Marietta che più che alla soddisfazione per i complimenti che riceveva, pensava ai dollari che si sarebbe messi in tasca – erano sempre pochi e non bastavano mai. Oltre ai bisogni del vivere quotidiano della famiglia c’erano le incombenze del domani. Anche se era trascorso più di un decennio dal suo arrivo a Novaiorca, Marietta, suo malgrado, restava abbarbicata alle tradizioni della sua terra.
La figlia Santina doveva compiere ventisette anni, bisognava essere pronti. Era meglio avere a cascia china di dote, qualcuno che da un giorno all’altro potesse farsi avanti non era da escludere, anzi ormai era fin troppo atteso.
L’orologio posto alla parete sulla porta d’ingresso della sartoria segnava già quindici minuti dopo le quattro. L’impazienza di Marietta si fece più evidente, l’appuntamento con Santina che usciva dal lavoro era per le cinque e per raggiungere il punto d’incontro un po’ di strada bisognava ancora farla.
Ms Emily capì l’indugiare inquieto di Marietta e sistemati i capi negli scaffali, dal cassetto del bancone estrasse un po’ di fogli verdi da uno e gliene contò cinque nella mano: cinque miseri scudi per ore e ore di lavoro strappate al sonno e alla famiglia.
Ringraziando con la consueta cordialità e dopo un veloce saluto alle commesse, con il pacco del nuovo incarico settimanale sotto il braccio, Marietta uscì quasi di corsa e appena fuori, subito, con passo spedito, rifece il tratto della Prince e all’angolo della Mercer Street svoltò per risalire verso Washington Square dove all’angolo con la 4th la stava sicuramente aspettando Santina. Insieme avrebbero ridisceso la Broadway per guardare le vetrine dei negozi, scegliere con gli occhi e sognare – tanto non costava nulla.
All’altezza della Bleecker Street, un paio di isolati più avanti, proprio all’incrocio con la Washington Place, notò un addensarsi di gente che si dirigeva lesta verso Washington Square, indicando con l’indice della mano i piani alti di un palazzo. Spinta dalla curiosità accelerò il passo, ma all’incrocio con la 4th alzando gli occhi vide densi cumoli di fumo nero alzarsi verso il cielo. Senza apparente motivo, il cuore iniziò a battere più forte e la fronte imperlarsi di sudore, mentre per istinto di madre la curiosità, passo dopo passo, mutava in ansia.
Senza più fiato, con la gente che da ambedue i lati la sopravanzava facendosi sempre più numerosa e affrettata, per tutti i quattro angoli con gli occhi spiritati cercò la figlia senza trovarla, mentre altra gente, uomini, donne sole, donne con bambini, ancora proveniente dalla Broadway si mischiava a quell’altra.
La lancetta grande dell’orologio troneggiante sulla sommità di una delle tante colonnine pubblicitarie lungo la via, ferma sul nove, segnava un quarto alle cinque e sembrò scacciare per un attimo i cattivi pensieri.
Santina poteva arrivare da un momento all’altro, ma fu solo un lampo.” [pagg. 23-25]

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