Pippo Baudo nella sua Militello Val di Catania – borgo dei borghi più belli d’Italia

Presentazione del libro sugli inizi della carriera di Pippo Baudo, a cura di Santino Mirabella: I NOSTRI ESORDI.

Pippo Baudo raccontato da Tuccio Musumeci. E viceversa

Domenica 29 marzo 2026 h 18:00
Cine Teatro Tempio
Via Gugliemo Marconi 1
Militello Val di Catania
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Nel Borgo dei Borghi più belli d’Italia 2025
interverranno, con l’Autore:

On. Giovanni Burtone, Sindaco del Comune;
Roberta Hilde Lo Re, scrittrice;
Arianna Attinasi, Edizioni Arianna;
Salvo La Rosa, Presentatore;
Tuccio Musumeci, Attore, che racconterà dal vivo il comune esordio artistico giovanile con l’allora e sempre amico Pippo, divenuto Principe dello Spettacolo.

T: ‘Pippo già da ragazzino aveva partecipato a piccole rappresentazioni a Militello, si organizzava lui stesso al teatro parrocchiale, addirittura mi raccontava che, quando a Militello veniva qualche compagnia teatrale e occorreva un bambino per una piccola parte, era lui stesso a proporsi.
(…)
‘Noi volevamo entrare nel mondo dello spettacolo, fare la rivista, l’avanspettacolo, il cabaret. Io facevo sempre il mio Totò, riuscivo a spostare la mascella come lui; Pippo invece amava fare l’imitazione di Angelo Musco, anche se appariva arduo considerarlo come Musco: Pippo era ‘n manicu ‘i scupa mentre Musco era piccolino e rotondetto. Allora lui, non dandosi per vinto, lo imitava seduto.
Giravamo per le scuole, per le parrocchie, giravamo per Catania. Abbiamo recitato, mi ricordo, in una parrocchia vicino casa sua, a San Cosmo e San Miano; improvvisavamo sketches, scenette, tutto quanto ci veniva in mente. Spesso partivamo in quarta con una semplice idea e improvvisavamo, via via. Fino a quando Pippo non scoppiava a ridere, si poteva tirare avanti per molto tempo. Ci basavamo sulle reazioni delle persone: se avessero riso, ci sentivamo sempre più forti. Era soprattutto Pippo a muoversi in quel contesto, pieno di idee, progetti’.
S: ‘Quando avete messo in piedi qualcosa di concreto, qualcosa che possa definirsi un vero e proprio debutto?’.
T: ‘Un facsimile di compagnia in verità fu messa in piedi solo nel 1958, e si chiamava G.A.U., che erano le iniziali di ‘Gruppo Artistico Universitario’. Ma avevamo debuttato già tre anni prima, nel 1955, all’Arena Argentina di Catania. Il nostro sogno era, come ti dicevo, rinnovare la grande rivista’.
S: ‘Ma avevate un Mecenate, un impresario? Qualcosa del genere?
T: ‘I nostri impresari, a loro insaputa, erano i nostri genitori! Se lo avessero saputo… ’.
In pratica ‘fregavamo’, con varie modalità e destrezze, i soldi ai nostri genitori, conducendoli per mano sempre più verso lo sconforto per questi ‘figli persi’. Allestimmo allora una commedia musicale che si chiamava ‘Quattro in matrimonio’, scritta da Pippo stesso’.
Debuttammo all’Arena Argentina e la ricordo con grande gioia sia per motivi sentimentali sia perché mi piaceva proprio. Era la storia di quattro giovani che si sposavano e giravano il mondo in luna di miele incontrando sempre un rompiscatole che rovinava tutto; ovviamente il rompiscatole, per il phisique du roule, ero io. Gli altri attori erano amicied amiche che blandivamo in qualche modo e si lasciavano convincere da questi due pazzi’.
S: ‘Ma chi aveva più iniziativa sul palco, tu o Pippo? Chi il comico e chi la spalla?’.
T: ‘Eravamo la classica coppia affiatata: dove si muoveva l’uno si muoveva l’altro. Tendenzialmente il comico ero io, la spalla lui’.
S: ‘E come andò la commedia?’.
T: ‘Io ero molto contento; alla prima ottenemmo anche un bel successo. L’orchestra era con i fiocchi: avevamo al pianoforte il numero 1, Nino Lombardo, che sarebbe in seguito stato il nostro apripista, mentre alla chitarra c’era Pippo Caruso, che poi diverrà l’inseparabile compagno di moltissime avventure televisive di Pippo Baudo, insieme hanno fatto tantissime cose anche per la Rai. Poi c’era anche il cantante: Pippo Pattavina, che avevo già conosciuto in piccole rappresentazioni teatrali sempre all’Istituto dei Salesiani’.

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Santino Mirabella (nella foto il primo da sinistra) è Giudice del Tribunale di Catania e, malgrado ciò, continua ad amare la bellezza del mondo e delle non molte persone che con lui condividono questo sogno. Tra le cose belle della sua vita, l’amicizia con Tuccio Musumeci e Pippo Baudo, che lo ha arricchito da alcuni decenni. Questo libro, che riassume conversazioni informali e interviste ‘ufficiali’, è un omaggio a due persone che hanno saputo arricchire non solo l’autore ma qualche decina di milioni di persone.

Autore dei libri  Orfeo ed Euridice,  Il Cuore dell’Etna, Le Favole dell’Isola, Finché logica non ci separi,  … Se di tant’acqua,    Storie impossibili,  I nostri esordi. Pippo Baudo raccontato da Tuccio Musumeci e viceversa,  Cavalcare il baratro   Evolversi è volare,  è Giudice del Tribunale di Catania, Presidente dell’Associazione Culturale “Efesto” (attraverso la quale cura il Premio Letterario omonimo) ed Accademico H.C. della Universum Academy Switzerland. Medaglia del Presidente della Repubblica per meriti letterari nel 2012 e Premio alla Carriera – dalla Ass. “Talenti Vesuviani” – nel 2010. Vincitore in vari Concorsi letterari, ha pubblicato libri di vario genere: poesia, narrativa, aforismi e saggistica.

Ha pubblicato con altri editori opere di poesia: (Come qualsiasi delle ombre...” e “Nello scriverti queste parole”, Edizioni Gruppo Albatros; “Incontri e frattaglie” ePer i Viali senza via”, per la A&B Editrice), di narrativa (Il primo anno in Tribunale”, per la A&B Editrice, “Racconti” e “AbiciZeta”, Edizioni Stavagario Emozionale) e di saggistica (“Il nemico-Difendersi dallo stalking”, Edizioni Akkuaria; In scena – conversazioni con Tuccio Musumeci”, con la prefazione di Pippo Baudo, Flaccovio Editore).

Mirabella è presente anche in molte antologie di racconti e di poesie.

La sua instancabile attività letteraria è stata anche premiata in moltissimi Concorsi Nazionali (tra i quali possono ricordarsi: “Premio Giovannino Guareschi” in Roncole Verdi; “Premio Italo Calvino” in Sanremo; Premio “Le Nuvole Peter Russell”, in Napoli; Premio Letterario “Due Sicilie’’, in Palermo; Premio “Giordano Bruno” dell’Accademia Internazionale Partenopea “Federico II”, in Napoli; Premio “Amerino”, in Vasanello; Concorso Nazionale “Città di San Giorgio a Cremano”; Concorso “Le voci dentro 2010” in Minturno; Premio “Alessandro Manzoni” in Lesa; Premio “Vitaliano Brancati”, in Zafferana).

Proprio una silloge della presente opera di aforismi ha vinto nel 2011 il Premio Internazionale di Arte e Narrativa Ischia-“L’isola dei sogni”, dell’Accademia Giosuè Carducci di Napoli.

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